pubblicato 08/feb/2012 07:34 da Settore Trail Running Saronno
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aggiornato in data 08/feb/2012 12:36
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Così avevamo lasciato i sentieri nel 2011 | Così li abbiamo trovati il 5 febbraio 2012 |
pubblicato 07/feb/2012 23:39 da Settore Trail Running Saronno
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aggiornato in data 07/feb/2012 23:40
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5 febbraio 2012 I Sentieri di Santa Cristina – Borgomanero Fantastico ho chiesto tre righe d’impressioni e ho ricevuto cronache e poesie! Per NON scontentare nessuno i commenti sono nell’ordine d’invio. Grazie è stato un GRANDISSIMO piacere leggere le vs impressioni. Ma allora TRAIL E’ BELLO By ritatess
Cari amici runners Era da qualche tempo che non mi cimentavo in un trail e l’anno scorso, per troppi iscritti, non ero riuscita a partecipare a questa gara. Quest’anno sono stata una delle prime ad iscrivermi e così, nonostante le belle nevicate della settimana, non mi sono tirata indietro. Alle 6,30 ci siamo ritrovati in una decina a Saronno a -12 gradi, strade deserte. In circa tre quarti d’ora eravamo già al punto di ritrovo a ritirare il pacco gara e il pettorale. Viste le condizioni dei sentieri in molti hanno pensato di accorciare il tragitto ma tanti sono rimasti nella lista per i 30 km. Per il freddo pungente la partenza è stata ritardata di 30 minuti ma ciò nonostante la temperatura a fatica ha raggiunto i -10 gradi. Dopo parecchie indecisioni per l’abbigliamento ho seguito i consigli di Rita, la nostra master- trailer, che di montagne e sentieri se ne intende. Dopo circa 1 km già chiudevo le fila, solo un piccolo gruppetto mi seguiva e gli altri mi avevano già lasciato un centinaio di metri. Il sentiero si snodava tra i campi innevati e una campagna immacolata, poi una striscia colorata ha iniziato in lontananza a salire e le cose si sono fatte dure. Ho sentito il via della gara più lunga e il mio pensiero è stato “vediamo quanto resisto al sorpasso”, in mezz’ora circa già i primi mi chiedevano strada, volano sulla neve non temendo scivolate e con una leggerezza invidiabile. Tra boschi e campi la neve continuava a rendermi difficile sollevare lo sguardo ma alcuni scorci di panorama non si potevano non ammirare. Stupende le cascine isolate con il profumo di legna bruciata nei camini e finalmente il thè caldo del ristoro. Gli organizzatori si sono divertiti anche a rendere ‘avventuroso’ il percorso con qualche discesa da fare scivolando o appesi a delle corde e per riscaldare Le gambe una simpatica scalinata da farsi a suon di fisarmonica! Gli ultimi due kilometri seppur pianeggianti, per la sottoscritta, sono stati interminabili un po’ per la stanchezza, il freddo che ormai si faceva sentire, le scarpe bagnate….sono riuscita comunque a rimanere sotto le tre ore, tempo limite considerato per i 17 km. Dopo una doccia tiepidina e il pasta party ho atteso gli altri che, in circa 4 ore, sono arrivati tutti, chi molto stravolto per il freddo, chi provato dal lungo percorso. L’organizzazione impeccabile, tutto ben collaudato e ordinato, certo che se mancava la neve…..si poteva considerare come una bella corsa di inizio primavera! un salutone a tutti Barbara
Ma si, lasciamoci da parte le prestazioni e facciamoci un po’ di complimenti almeno tra di noi. Ce li meritiamo tutti, per il solo fatto di aver affrontato la giornata correndo in mezzo alla neve con l’incoscienza dei bambini e non essere invece stati troppo razionali ed aver preferito le calde cucine delle mamme o delle suocere. A non esserci ci saremmo sicuramente persi qualcosa. Qualcosa da poter poi raccontare in giro agli amici o magari da raccontare un giorno a mio figlio, che oggi ha solo sette anni ma sembra aver già cominciato a realizzare di quale strana follia sono contaminati i suoi genitori. Ora come ora mi porto dentro quell’orgoglio e specialmente quell’appagamento del dopo gara che mi fa accettare e sopportare il dolore alle caviglie; poi l’agitazione nell’attesa di trovare sui soliti blog qualche fotografia da aggiungere nel proprio album è quasi paragonabile alla tensione pre gara, che solitamente non soffro, non vivo, ma questa volta qualche linea di febbre nella notte mi ha fatto temere di non poterci essere. Allora complimenti a tutti noi che siamo arrivati al traguardo e se qualcuno vuole partecipare anche alla Mezza Maratona di Lecco del 12 febbraio con temperatura prevista di -3° è benvenuto………… ma, attenzione, dopo Santa Cristina potrebbe anche soffrire il caldo! Ciao Ivano
Penso che stia nascendo una passione, i percorsi fuori pista li trovo molto più interessanti delle corse su strada, anche domenica sui "sentieri di S.ta Cristina", nonostante la temperatura polare, mi sono divertita, almeno per i primo 10km ca. poi confesso un pò meno..la mancanza di allenamento e di esperienza mi hanno duramente provato, incanalare i passi nelle tracce battute dai trattori o stare in piedi nella neve che non teneva più, è stato alquanto stressante e sul finale mi dovevo impegnare per stare in piedi e non perdere l'equilibrio. Sono arrivata al traguardo stremata, pensando a chi stava correndo per i 30km ... che mai avrei avuto la forza di affrontare, ma anche soddisfatta e contenta, è stato profondamente piacevole trovarmi per un paio d'ore in mezzo ad uno scenario naturale così bello. Mi sà che ci incontreremo ancora Ciao Donatella
Fa sempre un certo effetto correre nella neve. Si corre "immersi" in un ambiente che ha molto di magico, che ti fa perdere il senso del tempo e della fatica donandoti una strana e affascinante sensazione di felicità. Sensazioni, queste, che mi hanno accompagnato per tutti i 30 Km dei sentieri di Santa Cristina di domenica. Era la prima volta che mi cimentavo in un trail invernale e da “brava matricola" ho chiuso nel cassetto cronometro e risultato e ho corso cercando di cogliere tutto quello che aveva da raccontarmi una gara come quella di domenica. Un racconto fatto di spazi che la neve dilata all’infinito, di sculture di ghiaccio immaginate sui rami degli alberi, di magici colori che la luce riflette, di trasparenze incerte del ghiaccio nascosto dalla neve, di temperature che tagliano la faccia e pizzicano un po’ il naso, di concorrenti che si susseguono quasi ad intervalli regolari, prima a gruppetti e dopo isolati, di passi che affondano in silenzio, di volti segnati dalla fatica e di felicità negli occhi lucidi al termine della gara. Questo è stata Santa Cristina domenica, questa è la risposta a chi in questi giorni mi diceva << Con questo freddo!! Ma chi te lo fa fare? >> Stefano
E’ difficile trovare parole per descrivere le sensazioni provate domenica scorsa ed è stata anche per me “la mia prima volta” in una gara agonistica di trail; non sapevo né cosa aspettarmi, né se sarei riuscita a portarla a termine considerando le condizioni atmosferiche che, per una persona freddolosa come me potevano risultare determinanti. Confesso che sono stati i 30km più duri che io abbia mia fatto, correre nella neve richiede uno sforzo superiore.. ma il paesaggio bianco e tranquillo di Santa Cristina mi ha incantato e tenuto compagnia per tutto il percorso dei 30km Negli ultimi chilometri poi, il peso della fatica ed il freddo pungente si sono fatti maggiormente sentire e trovare la forza per sollevare i piedi è stato sforzo mentale oltre che fisico per vincere la tentazione di fermarsi e sdraiarsi a riposare . Devo ringraziare il mio angelo custode Stefano, a causa mia ha rinunciato alla sua gara ,che non mi mai abbandonato e mi suggeriva quali erano i percorsi meno ghiacciati e più sicuri ; è stata una bella esperienza sono pronta a rifarla magari con uno spirito più competitivo ! Grazie a tutti per la bella domenica trascorsa in compagnia. Ciao. Anna
Bravi tutti, bravi che scrivete splendide poesie sui sentieri di domenica. Io ho un minuto prima di correre a teatro per la maratona di prove prima dello spettacolo.....La corsa di domenica è stata una lirica di ghiaccio in cui il ritmo dei versi era scandito dai respiri congelati di noi tutti ardimentosi runner che nella corsa bianca di neve abbiamo condiviso fatica, ma anche meraviglia e la gioia di ritrovarci tutti arrivati al traguardo (anche dopo qualche merendina lasciata a metà sul tavolo del 20 km....!) Ciao Pat (Patrizia)
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pubblicato 01/nov/2011 09:57 da Settore Trail Running Saronno
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aggiornato in data 01/nov/2011 09:59
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Un grande grazie a MAU (Maurizio Scilla):
- che ha fatto un bel D+200 (più o meno) senza ritoccare i tempi dei cancelli
- che all'alba della quinta volta che mi ripresento mi ha fatto trovare la
doccia semicalda, anche se sono fra i primi dal fondo della classifica
- per il fantastico contesto perchè mi da sempre la possibilità di incontrare,
ritrovare e conoscere compagni di viaggio alla prossima
Enrico (il suo sintetico commento nel forum di SpiritoTrail)
Bello tutto anche i risultati
46 km – D+ 2300
230 - Marco Guerrini 6:47:33
303 - Rita Tessari 7:27:03
335 – Enrico Schiocchet 7:43:57
21 km – D+ 900
51 – Piero Roncoroni 2:03:42
78 – Enrico Conti 2:09:03
219- Maurizio Fadone 2:50:32
247-MLuisa Malvestiti 3:12:01
Complimenti a tutti - By ritatess, vi aspetto sui sentieri,
io ci sono. |
pubblicato 17/ott/2011 13:46 da Settore Trail Running Saronno
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aggiornato in data 17/ott/2011 14:15
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16 ottobre 2011 - 3° TA del Running Saronno - Giornata ancora una volta baciata dalla fortuna! Solo alcuni riferimenti dal percorso: - Brunate - Bocchetta Lemna - Faggeto - Pizzo dell'asino (prima variante...ma perchè si chiama cosi?) - Pallanzone - Colma di Sormano (pausa caffè e non solo) - Monte Cippei (seconda variante) - Monte Gerbal (terza variante) - Monte Falò (quarta variante) - Discesa a tutta verso Nesso ad un certo punto mi son chiesta..........ma perchè le varianti di Maurizio sono tutte così in salita? Ma ragazzi non avete idea della bellezza del paesaggio! Unico neo? Bisogna arrivare fin lassù. Alla prossima. By ritatess |
pubblicato 15/ott/2011 07:50 da Settore Trail Running Saronno
pubblicato 13/set/2011 12:37 da Settore Trail Running Saronno
" Andrea il tuo amore per gli altri sgorgherà per sempre da questo pozzo. Grazie" E' questo che si legge sulla targa che ha inaugurato il pozzo di Ibago in Etiopia.
Vi invito a leggere l'articolo e poi senz'altro vi unirete a me per dire GRAZIE anche al nostro amico Raffaele per essere tra i sostenitori di questa iniziativa.
Ciao a tutti dal Settore Trail |
pubblicato 10/set/2011 01:59 da Running Saronno
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aggiornato in data 10/ott/2011 00:10
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TA LARIANO Terza Edizione - DOMENICA 16 OTTOBRE 2011 con :
- un percorso lungo con una nuova variante, per non annoiare gli affezionati;
- un percorso breve per chi privilegia un passo tranquillo rispetto alla lunghezza.
Si parte come sempre da Brunate (salendo da Como con la funicolare delle 6:30)
percorso lungo (circa 35 km D+ 1800 ; D- 2200)
questa volta si punta alla vetta del S. Primo con nuovi scorci che hanno entusiasmato me e i soliti ricognitori (Rita, Renzo, i due Maurizio) per arrivare a Nesso, dove la sera prima porteremo un numero sufficiente di auto per il rientro.
percorso breve (circa 19 km D+ 700 ; D- 1100)
dopo un tratto comune ai due percorsi si devia a ovest e si inizia a scendere per arrivare a Nesso, e rimanere in attesa dell’arrivo del gruppo del lungo.
Ritorno
In macchina quindi più rapido e senza tempi morti rispetto alla soluzione battello Terzo tempo o la sera prima
Si sta attivando un trailer di Como per il sabato sera
Pernotto
Mi sto informando sulla disponibilità della casa Scout in Como, già utilizzata per i precedenti TA, se vi saranno i numeri; in alternativa proporremo a chi arriva da lontano qualche B&B.
. . . ed ora inviate le vs con le adesioni trail@runningsaronno.net …
. . . . . per elenco partecipanti e commenti (semiseri) :
Ciao
Rita & Enrico
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pubblicato 17/lug/2011 12:23 da Settore Trail Running Saronno
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aggiornato in data 17/lug/2011 12:33
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Era un appuntamento importante
per me, la mia prima 100 tra l’altro con un dislivello importante. Per
prepararmi sono partita da lontano con gare e kilometraggio progressivo: 35 km
Trail Santa Croce, 42 km TraversataColliEuganei, 50 km TraildelMotty, 70 km
TraildelMalandrino, in mezzo qualche TrailAutigestito ultimo 45 km sul percorso
della TrailMarathonLagodiComo.
Mi sentivo bene, alla partenza al
solito si vivono sensazioni e paure diverse. Ma ce la farò?, sono 100 km. L’esperienza
precedente su una Ultra è stata una 90 km, ma eravamo un bel gruppo e nel
momento di crisi c’è stato chi mi ha convinta a non mollare (grazie ancora
adesso). Come sarà questa? Ormai ci siamo, non ho dormito ma se ho lavorato
bene……vedremo.
Gara lunga, intensa sono cinque
le cime che devono essere superate Punta Fetita (disl. ca 1700) e Col Licony (disl.
ca 1000) le ricordo bene ero ancora abbastanza fresca. Dalla seconda sono sola
e da lì in poi devo fare i conti solo con me stessa. Enrico è con Raffaele, poi
saprò che ha avuto problemi per il freddo. Arrivo a Courmayeur sono 45 km,
ristoro e via. Ho un confortante anticipo rispetto ai tempi dei cancelli. Le
successive salite le faccio veramente con grande fatica Col Arp (disl. 1375),
nell’intimo l’ho odiato. Si è fatto buio piove, lampi che rischiarano a giorno
e tuoni che incutono paura, devo andare avanti. A tratti cammino, fa freddo. Ho
tutto quello che mi serve contro il freddo ma decido di non cambiarmi. Cammino
svelta, devo mantenere una buona temperatura altrimenti potrei avere problemi. Arrivo
a La Thuille. Il ristoro è rigenerante mangio una minestra calda che mi sembra
superba, mi cambio e riparto. Uscendo da LaThuille sbaglio strada. Forse ho
fatto un chilometro, non vedo balise o frecce, torno indietro. In lontananza
vedo due luci che girano a destra, mannaggia ho proprio sbagliato. Raggiungo le
due luci e rimango un po’ con loro. Mi mancano ancora due strappi e poi si
scende a Morgex. Si sale al Rif. Deffeyes il percorso è impegnativo, molto
sassoso. Ci sono dei passaggi con catene, il balisaggio rifrangente è carente,
mi arrabbio. In più punti mi devo fermare per cercare le indicazioni
successive! L’organizzazione qui avrebbe potuto fare sicuramente meglio.
Proseguo, ad un certo punto ho la certezza di aver già fatto tutte le salite. Mi
sento bene, sono contenta è quasi fatta. Ma ahimè quanto mi sbagliavo! Mi manca
ancora la salita a Col Croce questa non ci voleva. Un tremendo sforzo di
volontà e mi faccio anche quest’ultimo dislivello. A questo punto devo
veramente solo scendere. Faccio un po’ di chiacchiera con due ragazzi lombardi
e poi giù ancora da sola verso Morgex. Non so cosa mi dia ancora la forza di
correre ma ci sono, in fondo vedo il gonfiabile dell’arrivo. Che emozione quasi
mi vengono le lacrime agli occhi ma no indietro tutto, devo solo gioire 24 ore
e 56 minuti (spiccioli)! Nessuna crisi, sarà perché avevo altri problemi? Non sento la stanchezza,
l’adrenalina è ancora alta. Sono stracontenta ne valeva veramente la pena.
Arriva Enrico, è felice. Braccia
al cielo, non l’ho mai visto così esultante alla fine di una gara. Aspettiamo l’arrivo
di Raffaele, è l’ultimo. Eccolo arriva, i due vincitori della gara maschile e femminile
gli vanno incontro, lo sollevano e lo portano all’arrivo…….e dire che non è
così leggero! Fantastico, la festa è completa. Bravo a Enrico e bravo a Raffaele
caparbio e tenace ad oltranza ma DOVEVA arrivare. Una 100 km non è mai uno
scherzo, essere “finisher”, non importa il tempo!!!, è sempre un grande risultato.
Esperienza da consigliare,
scenario fantastico, la vista di sua Maestà il Monte Bianco con le luci dell’alba
è impagabile, organizzazione buona, volontari stupendi, ristori ben forniti.
Ritatess, a presto sui sentieri.
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pubblicato 16/lug/2011 00:45 da Settore Trail Running Saronno
pubblicato 04/lug/2011 09:45 da Settore Trail Running Saronno

Appuntamento alle 08,00 di
venerdì mattina con l’amico Svizzero Marco Gazzola del Team Salomon,si parte
per Auronzo di Cadore.Dopo alcune ore di viaggio piacevoli a ricordare con
Marco quando ci siamo incontrati alla Marathon Des Sables nel 2007,giungiamo
alla meta.Ritiro pettorale e saluti con tutti gli amici che si sono conosciuti
in questi anni di corse “folli”.Rivedo Harduin,Luisa Balsamo,Nuccio gli amici
Siciliani,Roby che farà la scopa nell’ultimo tratto,Mau Scilla,Simone Broggioni
l’organizzatore e Cris.Delle belle persone che agli appuntamenti importanti non
mancano mai.Ci rechiamo al Camping Europa e montiamo le nostre tende per
riposare qualche ora prima della partenza.Nella tenda mille pensieri si susseguono,la gara è lunga
90 km sono tanti,5300 mt di dislivello,speriamo che tutto vada bene e che non
ci siano dei problemi fisici,ho qualche dubbio sulla tenuta le ultime gare a
cui ho partecipato non sono state un granchè,ma qui ho la sensazione che la
porterò a termine,sono determinato c’è qualcosa che mi spinge,sarà
l’orgoglio,saranno i posti fantastici delle Dolomiti,vedremo.Alle 24,00
puntuali 650 atleti che correranno la singola più altri che la percorreranno a
staffetta sono pronti alla partenza.Via inizia l’avventura e mentre percorro la
pista ciclabile lungo il fiume il pensiero vola lungo tutti i km della
gara.L’anno precedente mi ero ritirato sulla salita che porta al rifugio
Carducci,ma oggi no si deve andare fino in fondo.Il freddo si fa sentire ci hanno
preannunciato che la temperatura durante la notte sarà molto bassa da 0 a -5
gradi accompagnata da un bel vento gelido.A metà salita mi fermo
a mettermi la giacca a vento e i guanti con un po di ritardo,infatti la mani mi
fanno male dal freddo e non riesco a scaldarle,per non perdere il ritmo in
salita ho rischiato grosso.Finalmente prima di arrivare al Carducci son di
nuovo in temperatura,qualcuno abbandona ma non mi fermo più di tanto si
lamentano per il freddo sono solo voci
negative che non vanno ascoltate,un thè caldo due biscotti e via.La notte è splendida stelle e montagne dominano il
panorama le Tre cime di Lavaredo sono sentinelle che guardano questa fila di
lucine che sale e scende i pendii,rif.Comici,rif.Piani di Cengia,giù al rif.
Locatelli,Malga Rinbianco,lago di Misurina ed è già mattina.Il freddo continua
a pungere ma il buon ritmo riesce a compensare e via verso Casera Maradia,dove
incontro l’amico Mammut che scherzando mi obbliga a ripartire senza perdere
tempo.Siamo ormai immersi in boschi
secolari e l’arrivo a Palus San Marco 45° km mi
convince sempre di più che è la volta buona,le gambe girano la
testa controlla la situazione.Entro al
posto di ristoro e mi offrono una pasta in brodo che è favolosa ho bisogno di
un pasto caldo e salato,l’ho gustata al punto da fare il bis.Riparto senza
perdere tempo per affrontare una delle salite più dure 1300mt di dislivello in
poco più di 5 km,che spettacolo di alberi secolari rocce Dolomitiche e cascate
di acqua limpida da favola.In cima si riprende
fiato e giù per una discesa tecnica e ripida,se si sbaglia si paga un conto
salato,la gambe tengono e mi diverto a scendere quel km e mezzo da
brivido.Eccoci al rifugio San Marco una coca cola e un po di cioccolata e via
verso la forcella Piccola,ma cattiva perché la salita non molla un
secondo,compagni di viaggio si incontrano e si lasciano e la discesa verso il
rifugio Galassi la faccio con un Pugliese,insieme decidiamo di tirare a tutta
fino alla Capanna degli Alpini per avere più tempo dopo,ma arrrivati mangio
qualcosa e riparto subito so che mi aspetta una salita tosta e non voglio
perdere tempo.A questo punto sono convinto che raggiungerò la meta ma nello
stesso tempo mi ripeto che non devo mollare,parlo con me stesso sono
felice e mille pensieri positivi mi passano per la mente,Marco sarà già
arrivato spero che abbia fatto una buona gara.Il rifugio Chiggiato lo raggiungo
velocemente sono solo e alla ripartenza mi aggancio ad un gruppo di una decina
di persone che ci permette di arrivare al rifugio Baion tra una battuta e
l’altra.Siamo vicini al tramonto al punto di ristoro indosso giacca a
vento,guanti e lampada frontale tra qualche ora sarà utile.Il buio ci inghiotte
rapidamente e in compagnia di Max,Marco e Roberto scendiamo verso valle percorrendo
un sentiero impossibile,ripido e fangoso.Roberto è rimasto senza lampada
frontale e è in difficoltà,lo mettiamo in mezzo e lo incitiamo a seguirci.Non
smette di ringraziarci dicendo che senza di noi non avrebbe potuto terminare la
gara,finalmente le luci di Auronzo di Cadore,il lago,l’arrivo.23h18min10sec ad
accogliermi l’amico Marco Gazzola,un abbraccio e gli chiedo come è
andata,sorridente mi dice bene anzi benissimo terzo in
10h30min06sec,fantastico.Un saluto a Simone che subito si affretta a chiedermi
come è andata,Cristina e Mau Scilla.Ora posso rilassarmi ripercorro mentalmente
tutta la gara sono soddisfatto per me questo Trail e stato fantastico e il
tempo di appendere le scarpe al chiodo è ancora lontano.Un sincero
ringraziamento a tutta l’orgizzazione e ai volontari presenti sul percorso.
Ciao President
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